Trame Mediterranee e Cinema: la Maison DAPHNÉ firma il foulard per i 30 anni di Moda Movie

La storica Maison DAPHNÉ di Sanremo celebra il trentesimo anniversario di Moda Movie con un esclusivo foulard in tessuto rigenerato, dedicato al tema di questa edizione: “Trame Mediterranee”. Il foulard è stato presentato ufficialmente durante il workshop sulla moda sostenibile tenuto da DAPHNÉ all’interno di Moda Movie. Al centro del raffinato carré spicca una musa eterea che prende vita da un ulivo, avvolta da una pellicola cinematografica e incorniciata da bergamotto, ulivo e fiori di zagara.

Un anniversario importante che per Monica e Barbara le direttrici creative della Maison rappresenta anche un traguardo affettivo. «Disegnare questo foulard per i trent’anni di Moda Movie ha per noi un significato profondo e va ben oltre la collaborazione professionale. Il nostro affetto e riconoscimento va al patron Sante Orrico, che ci ha conosciute molti anni fa insieme a nostra madre Dafne, accogliendoci fin da subito con lo straordinario calore e la generosità tipici della sua terra. Fin dal primo incontro si è creato un legame indissolubile, fondato sulla comune visione della moda intesa come cultura, artigianalità e, soprattutto, come spazio di crescita per le nuove generazioni». Realizzato secondo i canoni della sostenibilità e dell’alta sartorialità Made in Italy – da sempre pilastri della Maison DAPHNÉ – questo foulard non è solo un accessorio di lusso, ma un vero e proprio manifesto culturale che sancisce un ideale ponte tra il Ponente Ligure e il cuore del Mediterraneo.

Il festival si è concluso con il prestigioso “Evento Moda”, che ha decretato il trionfo del giovane stilista Emilio Pietro Falbo. La sua mini collezione ispirata alla cultura mediterranea, incentrata sulla sostenibilità e sulla valorizzazione dell’artigianalità meridionale, interamente ricamate a mano a punto croce, hanno rappresentato il vero punto focale di artigianalità ed eccellenza dell’intera manifestazione, testimoniando come la moda e il cinema restino linguaggi universali capaci di tessere legami indissolubili nel tempo.

Il secondo posto se l’è aggiudicato la rendese Anna Chiara Cozza, con due outfit realizzati con tessuti naturali e tinte vegetali che traggono spunto dalle reti dei pescatori.

Terza classificata Annalisa Palmisano, di Locorotondo (BA), che ha confezionato due completi interamente realizzati con patchwork di centrini antichi.