Tra i modelli in esposizione, gli abiti disegnati per Nilla Pizzi, Milva, Ricchi e Poveri, Patty Pravo e l’abito in jersey di seta rossa realizzato nel 1967 per Dalidà.

Un viaggio nella storia della moda e del Festival, quello proposto alla stampa dal Museo della Moda e del Profumo di Daphné Sanremo, storica maison celebre per le sue creazioni dedicate ai fiori e ai colori della Riviera.
Il Museo, situato di via Matteotti 17 a Sanremo, ai piani superiori del palazzo dei Duchi Galliera dove ha sede anche l’atelier, ospita una collezione privata di abiti storici appartenuti a principesse e nobildonne che hanno frequentato la Riviera negli ultimi due secoli, e anche alcuni modelli realizzati per celebri cantanti e interpreti del jet set internazionale.
In mostra alcuni degli oltre duemila pezzi tra abiti, accessori e profumi, tra cui l’abito in jersey di seta rossa disegnato nel 1967 per Dalida e modelli per Nilla Pizzi, Dalila, Milva, Ricchi e Poveri.

Una storia al femminile, quella di Dafne Carlo, che nella Sanremo del Dopoguerra sceglie la sartoria per rendersi economicamente indipendente. Da bambina aiuta la nonna a confezionare abiti per la famiglia e i vicini con il velluto rosso delle tende del Teatro Principe Amedeo, bombardato durante la Seconda Guerra Mondiale, ricevute in dono dalla famiglia.
Ad appena 14 anni diventa allieva di Jeanne Marguerite, una delle più prestigiose sartorie di Sanremo. I primi abiti che vede e tocca da “piccinina” (termine utilizzato per le ragazzine tuttofare avviate al mestiere di sarta e modista) sono quelli di Evita Peron quando nel 1947 visita Bordighera. Quando arriva il momento di mettersi in proprio, francesizza il proprio nome in Daphné e apre il suo primo atelier in via Matteotti.

In quegli anni le sartorie erano obbligate a esibire nomi francesi: il made in Italy non era valorizzato e la stampa di settore prendeva in considerazione esclusivamente le creazioni provenienti dalla Francia. Alla fine anni ’50 Daphné si afferma tra le dame dell’alta società milanese e negli anni ‘60 e ‘70 la clientela diventa sempre più internazionale. Tra le clienti abituali vi sono anche le soprano Renata Tebaldi e Maria Callas.
Grace Kelly visita la boutique per acquistare golfini, camicette e foulard in seta, tanto che la maison Daphné le dedica il foulard La Rosa Princesse Grace de Monaco, ancora oggi uno dei modelli più richiesti. La maison disegna creazioni originali anche per le cantanti del Festival di Sanremo, tra cui Nilla Pizzi e Dalida.

“Per Dalida era facile creare nuovi modelli – ricorda Dafne, oggi 91enne – perché avevamo la stessa corporatura, quindi le stesse misure!”

Per l’artista francese, Daphné realizza nel 1967 anche l’elegante abito in jersey di seta rossa oggi esposto al Museo della Moda e del Profumo Daphné Sanremo, mai indossato per via della tragica scomparsa di Luigi Tenco. Non sempre le cantanti si recavano in atelier, spesso era Dafne che veniva chiamata per proporre le sue creazioni direttamente in hotel. Incontra così Gigliola Cinquetti: “Ricordo la sua gentilezza, la sua riservatezza. Mi è dispiaciuto moltissimo non riuscire a vestirla: non c’era abbastanza tempo per adattare i modelli alla sua figura”.

Per Angela Brambati e Marina Occhiena dei Ricchi e Poveri crea due abiti uguali in fantasia floreale. Negli anni Novanta realizza alcune creazioni anche per Loredana Berté che la convocava nella sua camera all’Hotel del Miramare (“Mi faceva diventare matta!”): i bozzetti dell’abito disegnati dalla stessa Bertè sono tuttora conservati al Museo Daphné Sanremo. Per Patty Pravo crea un completo pantalone e giacca in pizzo e chiffon di seta, indossato durante una conferenza stampa.

Il Catering per l’evento stampa Daphné è realizzato dal Ristorante Teresa. Situato a Genova, più precisamente nel quartiere di Pegli, il Ristorante Teresa vanta una tradizione di 50 anni. Come in famiglia, questa è l’espressione che la Chef Tina Cosenza usa per descrivere il ristorante.

La settimana del 74° Festival di Sanremo è una grande vetrina ed offre l’occasione di farsi conoscere prestando le proprie maestranze in sinergia.
Questa pregevole iniziativa è sostenuta da anni dalla Maison DAPHNÉ che mette a disposizione le proprie vetrine su via Matteotti per promuovere le
eccellenze made in Sanremo. Quest’anno le vetrine sono sapientemente decorate dai maestri infioratori Enrico Barla e Francesca Cuppari  “cantano” con le scenografie musicali realizzate dall’artista Giuseppe Petriglieri in collaborazione con i ragazzi disabili Anffas Onlus Ragusa.

Il verde ed i fiori sono stati forniti da Azienda Agricola Lentisco, Diemme Fiori Italy e Azienda Viglietti Sergio.